Il governo del paesaggio

Questa sera ho visto una scintilla, che mi è sembrata però un faro nella mia terra, una brianza che troppo spesso ho considerato rassegnata alla sua scarsa qualità della vita.
La scintilla è stata il tentativo da parte dell’amministrazione casatese di aprire all’intera cittadinanza l’incontro della commissione sul paesaggio.
Erano presenti i tre responsabili della commissione paesaggistica comunale e una platea numerosa di cittadini casatesi.
Lo chiamo tentativo dato che, gran parte della serata, è stata incentrata su discorsi tecnici molto lontanti da quello che le persone estranee al settore porevano capire.
La nota positiva sta nel fatto che è la prima volta in cui viene chiesto ai cittadini di partecipare alla definizione del piano regolatore, in definitiva come vogliono che sia il territorio in cui hanno scelto di vivere.
Tra gli spunti alla fine dell’incontro è emerso un concetto molto curioso che è quello di armonia.
“Armonia del paesaggio” per la precisione.
Il dubbio che mi è sorto è stato questo: le leggi oltre ad imporre regole, condiderano il fattore armonia? e se si perchè questa è spesso totalmente ignorata?
Prima di tutto mi è stato spiegato che la qualità della vita si misura in benessere collettivo, e il livello di benessere collettivo può essere carpito da quante persone vivono la vita di paese quando tornano a casa dalle proprie attività.
Quindi attualmente mi sembra scarsa, dato che la maggior parte dei brianzoli vivono per lo più i due luoghi di casa e macchina.
A questo punto penso che, per restituire gradualemente ottimi scorci di paesaggio comunale ai cittadini, lo strumento primario di queste riunioni debba essere la domanda:
“Cittadini, cosa volete che esprima questo scorcio di paesaggio?”
Una volta scelta la destinazione sarà allora possibile tracciare la rotta.
jeje

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